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Il contatto oculare nel public speaking: tra presenza, relazione e potere

  • Writer: Michele Micheletti
    Michele Micheletti
  • Jan 4
  • 1 min read


Il saggio esplora il ruolo del contatto oculare come dimensione fondativa del public speaking e come forma di comunicazione che precede e sostiene la parola. Partendo da una prospettiva interdisciplinare — che intreccia psicologia sociale, fenomenologia della percezione, retorica antica e teorie contemporanee della comunicazione — il testo indaga la funzione dello sguardo come strumento di presenza, riconoscimento e costruzione di fiducia.


Attraverso un percorso che si snoda dall’antropologia dello sguardo all’etica della relazione oratoria, l’autore mostra come il contatto visivo rappresenti non solo un dispositivo tecnico, ma una pratica etica e politica: luogo in cui si misura la responsabilità del parlante nei confronti dell’ascoltatore. Vengono analizzate le dinamiche psicologiche che legano lo sguardo alla reciprocità e alla memoria, le variabili culturali che ne modulano il significato e le implicazioni etiche di una comunicazione visiva equa e rispettosa.


Particolare attenzione è dedicata alle trasformazioni introdotte dall’era digitale, in cui la mediazione tecnologica modifica la qualità del contatto visivo e impone una nuova pedagogia dello sguardo. Il saggio sostiene che, tanto nella comunicazione in presenza quanto in quella mediata, lo sguardo resta il luogo simbolico in cui la parola si fa relazione, verità e responsabilità. Nel tempo della distrazione permanente, riscoprire la profondità del contatto oculare significa restituire alla comunicazione pubblica la sua dimensione più autenticamente umana.


 
 
 

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